RINGIOVANIMENTO MANI

Ringiovanimento mani

Le mani, insieme al viso, al collo ed al décolleté, sono le parti del corpo maggiormente visibili e che richiedono la maggior attenzione durante i processi di ringiovanimento; spesso il contrasto fra un viso molto curato e mani macchiate, emaciate e con vene prominenti è marcato.
La Medicina Estetica si occupa del ringiovanimento delle mani ormai da molti anni con prodotti biostimolanti e peeling, l’approvazione di Radiesse®, filler a base di idrossiapatite di calcio utilizzati per questo distretto aggiunge un’arma in più dalla grande efficacia e dalla comprovata sicurezza al Medico Estetico.
Durante l’invecchiamento, oltre ai danni causati dai raggi ultravioletti, si assiste ad un assottigliamento dell’epidermide ed alla comparsa di macchie da cheratosi attinica e seborroica, discromia generalizzata e ruvidità cutanea; a livello dermico si verifica una diminuzione quantitativa e qualitativa del collagene e dell’elastina ed una riduzione della capacità rigenerativa.
L’atrofia del grasso sottocutaneo rende i tendini, le vene ed i rilievi ossei più evidenti.
Per combattere le macchie pigmentate, il trattamento classico è sempre stato la dermoabrasione chimica (collegamento ipertestuale a dermoabrasione chimica); i peelings chimici vengono classificati in superficiali, medi e profondi e sono usati in prima istanza per combattere le macchie pigmentate di media importanza. Gli agenti più utilizzati sono l’acido glicolico, la soluzione di Jessner e l’acido tricloroacetico (TCA); i risultati dipendono molto dalla concentrazione dell’acido utilizzato e dal suo tempo di contatto.
A causa delle scarse capacità rigenerative dell’epidermide delle mani, è importante utilizzare agenti peeling a bassa concentrazione, eventualmente facendo più sedute; peeling più profondi comportano rischi di cicatrizzazione, alterazioni pigmentarie e creazione di una linea di demarcazione fra mano ed avambraccio, con eritema persistente.
Le lentiggini, più scure, rappresentano l’alterazione cutanea più frequente e possono essere trattate con laser il cui target è la melanina, ma per informazioni più dettagliate su questi trattamenti si rimanda alle sezioni specifiche della laserterapia.
La perdita di volume del dorso delle mani può, invece, essere trattata con l’idrossiapatite di calcio, più conosciuto come Radiesse®, l’ultima novità nel campo dei filler riempitivi e nei prodotti biostimolanti che ha ottenuto l’approvazione FDA proprio per questo distretto.
La cute del dorso delle mani può beneficiare anche di trattamenti rigenerativi attraverso sedute di PRP, per rallentare l’invecchiamento cutaneo, più che ripristinare il volume del dorso delle mani.

TECNICA DI TRATTAMENTO
Radiesse® è già utilizzato in Medicina Estetica per ridonare tono e volume a molte aree del volto, la sua estrema biocompatibilità e la grande efficacia lo hanno già reso uno dei filler più utilizzati negli USA; l’idrossiapatite di calcio ha una comprovata capacità di stimolo del collagene endogeno così da dare un reale ringiovanimento ai tessuti non dovuto unicamente al riempimento passivo ma, soprattutto, allo stimolo rigenerativo.
Questo prodotto dalle qualità eccezionali è già utilizzato da tempo anche sulle mani ma il riconoscimento ufficiale da parte dell’FDA americana conferma l’ampia sicurezza e la grande efficacia della metodica; il Radiesse® è infatti il primo filler ufficialmente approvato per questo utilizzo.
Tutte le peculiarità di questo trattamento iniettivo le potete scoprire nell’area dedicata al trattamento con Radiesse® (collegamento ipertestuale a radiesse), così come per il trattamento di PRP (collegamento ipertestuale a PRP).
Entrambe le tecniche sono tecniche iniettive che utilizzano micro-cannule per posizionare il prodotto nell’area interessata.
In entrambi i casi, subito dopo il trattamento iniettivo, viene massaggiata l’area per uniformare il risultato del dorso delle mani.
Non è necessaria alcun tipo di anestesia in quanto totalmente indolore, se non il lieve fastidio riferito durante l’introduzione della micro-cannula.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
Il vantaggio principale è quello di poter tornare immediatamente alla vita quotidiana senza nessun decorso post-trattamento. Raramente nel punto di entrata può formarsi un livido che si riassorbe in poco tempo. La procedura è indolore grazie all’utilizzo di micro-cannule attraverso cui viene impiantato il Radiesse® o il PRP.
Gli effetti collaterali della procedura sono del tutto sovrapponibili a quelli comunemente osservabili con i filler di acido ialuronico e con tutti i trattamenti iniettivi. Si può avvertire un leggero fastidio durante l’iniezione e per alcune ore dopo può esserci un lieve indolenzimento della zona trattata.

CONTROLLI
Il Radiesse® è un filler riempitivo a lento riassorbimento, ciò significa che il risultato non è definitivo.
Come per tutti i trattamenti che utilizzano materiali riassorbibili, sarà necessario eseguire sedute di mantenimento del risultato, anche se entrambi i trattamenti vanno a ridensificare e a stimolare la produzione di collagene endogeno.
Per quanto riguarda il trattamento con PRP si dovranno eseguire sedute cicliche iniziali e successivamente sedute di mantenimento più diradate nel tempo, come spiegato nell’area dedicata (collegamento ipertestuale a PRP) mentre per il trattamento con Radiesse® viene eseguita una visita di controllo a distanza di 15 giorni per controllare l’eventuale necessità di piccole correzioni e simmetrizzazioni, per poi eseguire una seduta di mantenimento a distanza di 10 mesi.

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Medicina Estetica con serenità e corretta informazione.