MASTOPLASTICA ADDITIVA

Mastoplastica additiva – Aumento del seno

La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico che, grazie all’inserimento di una protesi mammaria al di sotto della ghiandola o del muscolo pettorale, permette l’aumento di volume del seno migliorandone forma, simmetria e proporzioni.
L’intervento di rimodellamento volumetrico del seno è consigliato in quelle situazioni di:
• Seno piccolo o ipoplasia mammaria;
• Cedimento cutaneo e svuotamento del seno causato da gravidanze, dimagrimenti, con involuzione del parenchima mammario (ipotrofia);
• Asimmetrie di volume delle mammelle.
Esistono diverse tipologie di protesi utilizzabili, e durante la visita pre-operatoria verrà valutata la più adatta; tra i tipi di protesi abbiamo:
• Rotonde: sono più adatte ad un seno molto piccolo, in quanto lo rendono più morbido ed evidente ma con un effetto naturale;
• Anatomiche: riempiono un seno svuotato dando un aspetto sempre naturale, proiettandolo maggiormente senza render aggressivo però il décolleté.
Nella scelta del modello più adatto devono essere presi in considerazione diversi fattori, come il tipo di risultato desiderato, nonché le caratteristiche anatomiche della paziente e dei tessuti; l’effetto finale sarà determinato dalla somma di tutti questi fattori: tipo di protesi scelta, volume, grandezza e stato della ghiandola con rispetto delle proporzioni.
Per garantire il massimo risultato estetico è importante che le protesi non superino in larghezza quella della ghiandola, per non renderla visibile; vengono prese in considerazione e valutate anche l’ampiezza delle spalle e del torace.
È stato accertato che non esiste alcuna correlazione tra l’impianto di protesi al silicone e l’insorgenza di malattie autoimmunitarie o di tumori al seno.

TECNICA CHIRURGICA
Le protesi possono essere inserite in diverse sedi:
• Retro-ghiandolare: ovvero sotto la ghiandola e sopra il muscolo pettorale, tecnica chirurgica rivolta a chi presenta un’adeguata copertura di cute e ghiandola mammaria. Quest’intervento è il meno aggressivo ed è da preferire in pazienti che svolgono attività sportive in cui il muscolo grande pettorale è sottoposto a sforzi particolarmente intensi;
• Dual-plane (parzialmente sotto-muscolare): dietro il muscolo solo nella porzione superiore, dietro la ghiandola mammaria nella porzione inferiore. Grazie a questa tecnica si può ottenere un risultato armonico in tutto il seno;
• Multi-plane: la protesi viene inserita parzialmente sotto il muscolo pettorale e dall’interno la ghiandola si riposiziona più in alto, è una delle tecniche più frequentemente utilizzate per chi vuole un aumento di seno e presenta anche un lieve rilassamento cutaneo;
• Sotto-muscolare: totalmente dietro il muscolo pettorale, tecnica chirurgica rivolta a chi presenta una quantità di cute e ghiandola mammaria tale da non coprire perfettamente la protesi; questa tecnica segue il concetto che è sempre preferibile posizionare l’impianto il più possibile in profondità. La continua contrazione del muscolo data dal movimento permette un costante massaggio delle protesi che favorisce la costituzione di una capsula peri-protesica più morbida e meno spessa. In soggetti particolarmente magri è meno visibile il contorno della protesi, che potrebbe dare un aspetto innaturale. Inoltre, l’esecuzione di esami strumentali come mammografia o ecografia risultano più agevoli.

Durante la visita viene anche decisa la sede dell’incisione, sottile e poco visibile, che può essere effettuata nel solco sottomammario oppure peri-areolare, e in alcuni casi particolari anche trans-ascellare, ovvero in corrispondenza dell’apice inferiore del cavo ascellare.
Le cicatrici hanno una lunghezza di circa 3-4 cm e se la paziente ha l’accortezza di non esporle al sole nei mesi seguenti l’intervento, di massaggiarle con apposite creme, via via sbiadiscono dopo alcuni mesi diventando impercettibili.
Talvolta viene posizionato un drenaggio per ventiquattro ore allo scopo di eliminare la componente sierosa e ridurre il rischio di ematomi.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
L’intervento viene effettuato in anestesia generale, previo colloquio con il Medico anestesista dell’equipe chirurgica e prevede una notte di degenza in clinica.
La convalescenza è breve e non presenta disagi particolari, infatti già dopo la prima medicazione la paziente indosserà un reggiseno conformato per 4 settimane.
Il dolore post-operatorio (mai eccessivo) viene ben controllato da farmaci antidolorifici e generalmente tende a scomparire dopo 24-48 ore; nell’immediato post-operatorio il seno sembrerà più grande di quanto non sia in realtà per l’importante edema (gonfiore) presente, che tenderà gradualmente a ridursi nel corso delle settimane. Occorrono almeno 6 settimane prima di vedere il nuovo seno in condizioni normali ed attendere almeno tre mesi prima di sentirlo sufficientemente morbido. È consigliato non esporre ai raggi solare la cicatrice per almeno sei mesi.

Dopo l’impianto di protesi mammaria sia retro-ghiandolari che retro-muscolari è possibile effettuare i comuni esami diagnostici quali: ecografia, mammografia e risonanza magnetica, ottenendo chiare immagini del tessuto e della protesi stessa.
È possibile allattare dopo l’intervento di mastoplastica additiva.
Nel caso in cui la paziente rimanesse incinta non esistono problemi per un eventuale allattamento in quanto nessuna tecnica prevede l’interruzione dei dotti e la ghiandola rimane funzionalmente intatta.
È buona norma attendere almeno una settimana prima della ripresa graduale delle attività e comunque interromperne per almeno quattro quella sportiva.
Il seno sarà indolenzito ed è quindi consigliabile evitare contatti diretti per qualche settimana.
Nel decorso post-operatorio è bene evitare ampi movimenti con le braccia per circa due settimane.
Un certo indolenzimento alla palpazione è destinato a risolversi nell’arco di dieci giorni. In alcuni casi può accadere che la reazione cicatriziale che si forma attorno alla protesi risulti eccessiva e determini un aumento della consistenza del seno. Ciò comporta controlli successivi e, eventualmente, provvedimenti che il chirurgo adotterà caso per caso.
La paziente può altresì avvertire, a causa del trauma chirurgico dei nervi sensitivi, una diminuita sensibilità del capezzolo o dell’areola: tale diminuzione è transitoria e in pochi mesi si ripristina la normale sensibilità. Complicanze quali ematoma e infezioni compaiono molto raramente.
Nella sede di accesso in cui è stata praticata l’incisione si noterà una piccola cicatrice che tenderà ad assottigliarsi e schiarirsi, diventando sempre meno visibile, con il passare del tempo.

CONTROLLI
Solitamente vengono eseguite due visite di controllo post-intervento: la prima per la rimozione dei punti di sutura e dei bendaggi a 8-10 giorni, e la seconda a distanza di 30 giorni per valutare la guarigione.
L’intervento di mastoplastica additiva è ampiamente standardizzato, ma come tutti gli interventi può presentare complicanze generiche e specifiche associate ad esso.
La più comune è la contrattura capsulare ma bisogna dire che con l’avvento degli ultimi dispositivi protesici, tale evenienza si verifica molto raramente.
Esistono vari gradi di contrattura e nei casi più gravi si pone l’indicazione ad un nuovo intervento chirurgico che può essere di indebolimento della capsula, o di rimozione della capsula stessa ed in alcuni casi può essere necessario effettuare il cambio dell’impianto protesico.
Da qualche anno le protesi hanno una garanzia illimitata nel tempo, senza più bisogno di essere sostituite dopo 10/12 anni.

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Chirurgia Estetica con serenità e corretta informazione.