EPILAZIONE MEDICA

Epilazione medica

Quando si parla di epilazione in ambito medico, si deve innanzitutto precisare la differenza con ciò che l’immaginario collettivo confonde con la semplice pratica di “depilazione” che compete invece ai centri estetici.
Le terapie di epilazione medica laser permettono di raggiungere ottimi risultati in confort e sicurezza, qualora ci si sottoponga a terapie in mani esperte e munite di strumentazioni di alta qualità.
La sempre maggiore richiesta e il costante aumento al ricorso di trattamenti estetici per la rimozione dei peli ha portato all’immissione nel mercato sia di sistemi di scarsa qualità sia al loro utilizzo da parte di personale non qualificato, con conseguenti ripercussioni sulla salute dell’utenza, sia in termini di insoddisfazione e di complicanze.
La comunità scientifica dei Medici della branca Medico-Estetica è ormai concorde sulle linee guida da seguire anche in questo ambito: oltre alla dovuta qualifica medica con competenza e perizia nel settore delle tecnologie laser, risulta fondamentale l’impiego di strumentazioni specifiche progettate e realizzate da aziende specializzate, regolarmente verificate e manutentate, con sistemi di tracciabilità praticamente in tutto e per tutto analoghi a quelli di un farmaco o di uno strumentario chirurgico.
Il mancato rispetto di tali premesse espone il paziente a numerosissimi rischi.
Affidarsi ad un centro estetico per l’utilizzo di laser o di metodiche non specifiche di epilazione, spesso porta all’aumentato rischio di effetti collaterali inusuali o abnormi come un aumento della percezione del dolore (che di solito deve essere minimo o assente) o la persistenza per svariati giorni dell’eritema post-trattamento; inoltre si possono sviluppare vere e proprie complicazioni come ustioni di primo o secondo grado con esiti discromici, depigmentazioni o iperpigmentazioni persistenti.
Nell’epilazione laser estetica non medica, l’imperizia del personale non medico e la scarsa specificità della strumentazione porta ad uno scarso raggiungimento del risultato di epilazione estetica auspicato, con modesti gradi di diradamento e permanenza di peli di vario tipo, o peli neri grandi o peluria folta e bionda nella sede trattata. In alcuni casi si assiste ad un vero e proprio danneggiamento del solo colore melanico del pelo, con conservazione del suo diametro e densità, rendendolo estremamente resistente ad ogni ulteriore tentativo di successive terapie laser specifiche.
Per evitare tali situazioni, è fondamentale un’esperta valutazione medica che tenga conto delle indicazioni, delle caratteristiche cliniche e delle possibili controindicazioni prima di procedere con la scelta del trattamento più specifico per il singolo paziente, con strumentazione medica certificata, per garantire il risultato atteso.

In Aesthetic Project vengono sinergicamente utilizzati più laser con lunghezze d’onda differenti, in base al tipo di pelo e al fototipo della cute, di modo da ottenere la tanto sospirata trasformazione del pelo ipertricotico e/o irsuto in pelo “vello terminale”; quindi non più un laser per tutti i pazienti, ma tanti laser per lo stesso paziente, con un solo obbiettivo: realizzare l’epilazione medica permanente nel più breve tempo possibile.
Escluse le zone mucose, i palmi delle mani e le piante dei piedi, tutta la superficie cutanea è ricca di follicoli piliferi o “unità pilo-sebacee”, dalle quali strutture deriveranno peli più o meno evidenti. Lo sviluppo sarà legato all’assetto ormonale individuale e dal distretto del corpo umano.
Nel corso dei secoli, gli usi e i costumi hanno determinato che la presenza di peli divenisse un aspetto fortemente incisivo sulla bellezza del corpo, è per questo che la laser-epilazione integrale è via via più richiesta.
Anche l’uomo moderno giustamente pone attenzione ad un aspetto “pulito” del proprio corpo e da tempo elimina l’eccesso di peli (ipertricosi) da zone dove la loro presenza è quantomeno assai antiestetica come le spalle, la schiena, ma anche il petto e l’addome. Anche gli sportivi tendono a ricercare una cute glabra.
Il termine “epilazione” è differente dal termine “depilazione” anche se nell’uso comune vengono intese come sinonimi; si parla di depilazione quando si interviene contro il fusto del pelo (rasoio, creme…), mentre si parla di epilazione quando si elimina il pelo agendo non solo sul fusto (la parte esterna alla pelle), ma anche a livello bulbare, andando ad interferire sulle fasi di crescita rallentandola e determinando la progressiva riduzione del patrimonio pilifero.

Ipertricosi ed irsutismo
Per ipertricosi s’intende l’eccessivo sviluppo di peli, in zone del corpo dove sono normalmente presenti, come ascelle, inguine, avambracci, braccia, gambe, schiena, spalle, ma si presentano in numero e dimensioni inferiori.
Per irsutismo si intende l’eccesso di peli in aree del corpo dove generalmente non sono presenti. Nel sesso femminile le zone comunemente colpite da questo inestetismo possono essere il volto, il seno, la schiena, le spalle, l’addome, e la zona attorno all’areola.
La crescita eccessiva che si ha nell’irsutismo spesso è androgeno-dipendente e si presenta correlata a endocrinopatie (ovaio policistico, Cushing, prolattinoma, obesità, utilizzo di contraccettivi…) motivo del quale è utile eseguire una attenta diagnosi ginecologica ed endocrinologica.
Ognuna di queste condizioni richiedono una attenta valutazione clinica con approfondimenti diagnostici e terapeutici adeguati. Mentre la causa di una eventuale disfunzione ormonale o endocrina deve essere sottoposta al più presto alle terapie del caso, la manifestazione a livello del pelo può essere sottoposta a laser epilazione.
Non esiste alcuna motivazione medico-scientifica perché si debba attendere il completamento delle terapie delle cause ormonali prima di poter rimuovere con la foto-epilazione il diffuso e disagevole inestetismo.
Attraverso le tecnologie biomediche e foto-elettro-ottiche è possibile termo-distruggere i bulbi dei peli che si trovano nella fase di crescita e ridurne progressivamente la crescita fino alla denaturazione del follicolo stesso.
Nell’uomo il follicolo pilifero può trovarsi nelle fasi:
• Anagen: di crescita;
• Catagen: di involuzione;
• Telogen: di riposo.
L’attività di ciascun follicolo è indipendente da quella dei follicoli vicini.
Nella parte iniziale del periodo di crescita (anagen), quando il follicolo è più corto, la papilla si trova più vicina alla superficie cutanea. Successivamente, estendendosi in profondità, prolifera per un periodo di tempo variabile a seconda della sede anatomica. È in anagen quindi che le strutture bersaglio del follicolo si trovano più vicine alla superficie epidermica e sono più facilmente raggiungibili dall’emissione dei sistemi laser o a luce pulsata.
Nella fase anagen la sintesi di melanina da parte dei melanociti presenti nella matrice del bulbo è molto intensa. La melanina si deposita nelle cellule della corteccia del pelo e si muove verso l’alto man mano che questo cresce. È proprio la presenza della melanina che permette alla luce di agire efficacemente sui follicoli attivi. In questa fase del ciclo, il pelo è più sensibile agli effetti termici dell’energia laser o delle luci pulsate.
Per le motivazioni appena illustrate risulta evidente che l’efficacia della foto-epilazione con sistemi laser è maggiore sui peli che si trovano negli stadi iniziali della fase anagen, mentre nella restante parte del ciclo del pelo non si riescono a colpire le strutture vitali del follicolo.
L’efficacia della riduzione permanente dei peli è correlata al loro colore (eccetto il bianco) ed alla potenza di flusso del laser; si ha una perdita media del 20-30% con ogni trattamento, quindi si ha la necessità di trattamenti multipli per una rimozione completa.
Nel paziente ideale con carnagione chiara e peli scuri la probabilità di una rimozione a lungo termine è dell’80-89%, il numero medio di trattamenti per ottenere una riduzione significativa dei peli in eccesso varia tra 6 e 12 a intervalli di 1, 3 e 6 mesi.
Quello che si cerca di perseguire è:
• Un minor numero di peli;
• Più sottili;
• Che ricrescono più lentamente;
• Più chiari;
• La trasformazione dei peli in pelo “vello terminale”.
Il principio fondamentale a cui si ispira l’utilizzo del laser in campo medico-chirurgico è il concetto di foto-termolisi selettiva, ovvero ottenere un effetto biologico sulla struttura bersaglio (target) evitando effetti lesivi sui tessuti circostanti. Quando un tessuto assorbe la luce laser, trasforma l’energia luminosa in energia termica, ottenendo una vera e propria esplosione della cellula.
Il target per l’epilazione è rappresentato dalla melanina concentrata nel fusto e nel follicolo pilifero a livello della papilla dermica e della “bulge area” pilifera dove è stata accertata la presenza di cellule germinative capaci di rigenerare la struttura pilifera.
Le diverse lunghezze d’onda disponibili hanno un diverso coefficiente di assorbimento per quanto riguarda la melanina; è possibile scegliere così la sorgente migliore in base alle caratteristiche del paziente (fototipo, colore dei peli, area da trattare, ecc..) in modo da poter effettuare in ogni occasione trattamenti efficaci e sicuri.
Data anche l’estrema profondità dei follicoli nella cute, le lunghezze d’onda preferibili sono quelle comprese tra 750 e 1000 nm, che rappresentano la fascia di massima “trasparenza” della cute. Irradiando con il laser un bersaglio come un follicolo pilifero, la durata dell’impulso deve essere molto più lunga del tempo di rilascio termico dell’epidermide ma sempre più corta del tempo di rilascio termico del bersaglio. L’utilizzo di manipoli con vetri raffreddati fa in modo di abbassare le temperature a livello epidermico, permettendo di usare fluenze più alte senza ustionare la cute e facendo arrivare il calore in profondità.
In linea generale immediatamente dopo il trattamento di epilazione medica abbiamo la presenza di un eritema peri-follicolare come conferma dell’efficacia della seduta, a dimostrazione che l’energia è stata assorbita in modo selettivo dal pelo.
Si esegue una semplice medicazione a piatto non occlusiva con crema emolliente con o senza antibiotico al variare dei singoli casi trattati.
Il tutto si risolve generalmente in 2-4 ore.
Tra le varianti laser utilizzati si ha:
• IPL;
• Diodi;
• Nd-Yag;
• Nd-Yag / alessandrite.
Il trattamento laser può durare da pochi minuti ad un’ora o più, a seconda dell’ampiezza dell’area da trattare, dalla tecnologia laser utilizzata.
Il laser può provocare un leggero pizzicore durante il trattamento, ma con il passare delle sedute, e quindi con la diminuzione del calibro dei peli, che diventano sempre più sottili, più chiari e diradati, tale fastidio diventa praticamente impercettibile.
Un leggero rossore in corrispondenza della zona trattata è abbastanza frequente, ma la sua durata è brevissima e non limita la normale attività; bisogna semplicemente evitare l’esposizione solare per circa una settimana dopo la seduta.

Sistemi IPL per l’epilazione
Questi sistemi utilizzano una gamma di lunghezze d’onda che dolcemente rimuove i peli indesiderati presenti nelle varie zone. Le lunghezze d’onda principali sono 590, 640 e 695 nm.
Si consiglia di preparare il pelo da trattare con una lunghezza compresa tra 1 e 3 mm; verrà applicato un gel freddo sulla zona che sarà sottoposta a impulsi luminosi simili a flash, chiamati “spot“, emessi da uno speciale manipolo a contatto con la cute. È obbligatorio l’uso di adeguati occhiali protettivi. Ogni impulso di luce provoca una sensazione assimilabile ad un lieve pizzico o ad uno schiocco di elastico, assolutamente ben tollerato. In pochi minuti si possono trattare aree estese (come ad esempio le gambe, dorso), ma anche circoscritte come il labbro superiore o la zona del mento.
A fine trattamento si rimuove il gel; i peli dell’area trattata cadranno entro 7-14 gg.
La luce pulsata offre una varietà di trattamenti personalizzati, adatti ai molteplici colori dei peli ed ai vari fototipi. Tutti i peli, con la presenza di almeno alcuni pigmenti neri, castani, rossi e perfino biondi, possono essere trattati con successo.

Sistemi a Diodi per l’epilazione
Il laser a diodi è globalmente riconosciuto come la tecnologia gold-standard per l’epilazione medica: ha un’elevata efficacia su peli sottili, chiari e poco pigmentati, incorporando lunghezze d’onda da 810 nm e 755 nm. Il trattamento è pressoché indolore grazie ai manipoli raffreddati.
Per la maggior sicurezza sulle pelli scure o in aree ampie, è possibile utilizzare la tecnologia IN-Motion™ di modo da poter utilizzare fluenze importanti su aree più estese senza rischiare ustioni.
Il laser maggiormente utilizzato fa parte della famiglia Light-Sheer, che ha un’efficacia dimostrata e clinicamente documentata per trattare tutti i tipi di pelle (fototipo da I a VI secondo la classificazione Fitzpatrick) e anche la pelle abbronzata.
Spot più grandi permettono una maggiore profondità di penetrazione, per migliorare l’assorbimento di energia al bersaglio.

Sistemi a Nd-Yag per l’epilazione
Si è sicuri nell’affermare che le sorgenti laser ad Alessandrite e a Nd-YAG rappresentano le lunghezze d’onda di elezione per i trattamenti di epilazione. Mentre l’alessandrite è universalmente riconosciuta come la sorgente laser più efficace per l’epilazione sulle pelli chiare, il laser Nd-Yag è il più utilizzato per l’epilazione sulle pelli scure. Le due lunghezze d’onda sono 755 nm (alessandrite) e 1064 nm (Nd-Yag).