CORPO – MEDICINA ESTETICA

Gluteoplastica non chirurgica

Attraverso la Medicina Estetica si può intervenire per rimodellare o risollevare il lato B.
Quando si parla di “rimodellamento” non chirurgico si intende una volumizzazione del gluteo tramite l’utilizzo di Acido Ialuronico (HA) o tramite lipofilling.
Quando invece si tratta di alzare un gluteo ptosico, il lifting gluteo può essere eseguito tramite fili di trazione e d’ancoraggio.
Il lifting dei glutei tramite fili di sospensione è una tecnica di ultima generazione che permette di sollevare i glutei donando una maggiore proiezione di natiche piatte e con insufficiente tonicità muscolare.
È ideale quando:
• I glutei presentano cedimento (ptosi);
• Si ha perdita di forma dei glutei, anche se il paziente ha una modesta quantità di tessuto adiposo;
• Si desidera avere un gluteo ben definito e più “alto”.
Oltre ai fili di ancoraggio elastici in silicone ricoperti di poliestere, esistono anche i fili di trazione e biostimolazione, che possono essere utilizzati per ridensificare e sollevare i glutei.
La correzione attraverso HA invece, è un intervento che permette il rimodellamento dei glutei sia dal punto di vista del volume che della forma, grazie a particolari e specifici filler di HA per il corpo.

TECNICA DI TRATTAMENTO
Fili di trazione elastici
Vengono utilizzati fili elastici di silicone ricoperti di poliestere, creati per la sospensione e per la trazione dei tessuti. Il filo è invisibile, impalpabile e non lacera i tessuti.
L’incisione a livello laterale del gluteo è molto piccola (5 millimetri), e il filo viene inserito nel sottocute tramite l’utilizzo di una speciale cannula. Dopo aver posizionato il filo, il Chirurgo esegue due cerchi sul gluteo. Distendendo i due capi del filo, l’adipe presente si unisce e si solleva in modo naturale. Il risultato sarà quello di aumentare la proiezione dei glutei, senza lasciare cicatrici o rimuovere la cute.
Può essere associato all’intervento di riempimento dei glutei con lipofilling.
Dopo l’intervento, verrà applicata sulla medicazione una guaina compressiva.

Fili di trazione e biostimolazione
Per quanto riguarda l’utilizzo di fili di trazioni e biostimolanti, è una procedura indicata per chi avesse la necessità di rimodellare la cute che ha perso tono, e in tutti i casi in cui si desidera ottenere una biostimolazione di lunga durata.
L’introduzione dei fili riassorbibili è, completamente indolore e non c’è alcun bisogno di anestesia.
Questa nuova tecnica si basa sull’introduzione di fili in PDO (polidiossanone) sotto la cute, senza bisogno d’incisioni. Il filo è collocato all’interno di un ago ipodermico sottilissimo che viene a sua volta inserito delicatamente nel tessuto. Dopo che l’ago è entrato completamente, viene estratto ed il filo resta inserito nei tessuti.
Tutte le informazioni inerenti i fili di trazione e di biostimolazione in PDO invece, le troverete nella sezione dedicata.

Acido Ialuronico
È un trattamento alternativo alle tecniche di lipofilling.
Viene eseguito un disegno pre-trattamento che mette in risalto le aree da trattare, di modo da creare le salienze desiderate, e dopo aver eseguito una blanda anestesia locale, si procede con l’iniezione di HA a livello dei piani profondi.
Si utilizza un gel di acido ialuronico polimerizzato (meno attaccabile dagli enzimi ialuronidasi che tendono a degradarlo) specifico per il corpo e grazie alla sua elevata densità rispetto ai filler viso, permette di risollevare e modellare il corpo anche su ampie superfici, rappresentando una valida alternativa al lipofilling o all’impianto di protesi glutee. Viene eseguito in anestesia locale.
È un acido ialuronico estremamente sicuro soprattutto per il rimodellamento dei glutei ma non solo, infatti possono essere trattati anche:
• Polpacci;
• Addome;
• Pettorali;
• Bicipiti;
• Arto inferiore: depressioni cutanee ed esiti cicatriziali post-liposcultura;
• Cicatrici post-intervento chirurgico;
• Lipodistrofie.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
Tutti gli interventi sopra citati si effettuano in anestesia locale quindi il paziente potrà tornare immediatamente a casa e riprendere le normali attività quotidiane.
Per quanto riguarda i fili, questi non provocano alcun fastidio, il dolore è minimo e risponde bene ai più comuni antidolorifici.
La comparsa di ematomi associati a gonfiore è da ritenersi del tutto normale per 4-5 giorni; in ogni caso verrà applicata sulla medicazione una guaina compressiva dopo l’intervento.
Per quanto concerne l’HA, quest’ultimo è ben tollerato e privo di rischi in quanto è un polisaccaride presente naturalmente ed identico in tutti i tessuti umani, pertanto non comporta effetti collaterali come allergie o rigetto. Può presentarsi un dolore medio nei giorni seguenti al trattamento che però risponde positivamente ai più comuni antidolorifici.
Per quanto riguarda i fili di trazione e biostimolazione, già immediatamente dopo l’applicazione dei fili, il paziente noterà un importante miglioramento della cute grazie al meccanismo di sollevamento biologico auto-indotto.
Come accennato in precedenza, i fili si dissolvono gradualmente in circa 6-8 mesi ma i risultati saranno percepibili per un tempo maggiore, poiché l’effetto è legato principalmente alla stimolazione endogena che i fili favoriscono e non è legato solamente al tempo di permanenza del filo stesso.
Trascorse circa 2-3 settimane, la profonda stimolazione dei fattori di crescita consente la creazione di una struttura di sostegno con evidente effetto “lifting”.
Dopo alcuni mesi il filo è al massimo della sua azione biorivitalizzante e si ha la formazione di collagene intorno al filo stesso.
In base alle diverse necessità del paziente il trattamento può essere ripetuto ogni volta che si desidera.

CONTROLLI
il risultato è immediato, naturale e duraturo; viene eseguita una visita di controllo a 15 giorni durante la quale si programmeranno le sedute successive.
Tutti i trattamenti sopra citati, possono essere ripetuti essendo basati su materiali completamente riassorbibili.

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Medicina Estetica con serenità e corretta informazione.

Lifting corporeo con fili di trazione e biostimolazione

È un trattamento di ultima generazione non invasivo per viso, collo e corpo eseguibile in ambulatorio.
Attraverso l’inserimento di fili biorivitalizzanti in PDO (polidiossanone) completamente riassorbibili, si ottiene un effetto liftante (propriamente definito soft-lifting) che, aumentando la produzione di collagene, dona immediatamente tono ed elasticità alla pelle, fornendo sostegno alla zona del corpo che presenta cedimento.
Innanzitutto, il lifting non chirurgico da una parte favorisce un’intensa biostimolazione dei tessuti e dall’altra crea un naturale sostegno dei tessuti lassi, sia a livello cutaneo, che connettivale.
Nello specifico:
1. Il posizionamento dei fili riassorbibili fornisce alla pelle elasticità, maggiore luminosità con conseguente miglioramento immediato dell’aspetto delle rughe;
2. Rimodellando il tessuto e quindi la pelle flaccida, determinano un effetto lifting istantaneo;
3. Favoriscono l’apporto del flusso sanguigno nelle zone trattate, in quanto stimolano il metabolismo cellulare favorendo la microcircolazione;
4. Il filo PDO è riassorbibile mediante azione idrolitica in circa 6-8 mesi, anche se progressivamente, giorno dopo giorno, la pelle acquista sempre più lucentezza, tonicità e compatezza.
L’applicazione dei fili riassorbibili è rivolta sia a donne che uomini che tendenzialmente dopo i 30 anni iniziano a notare rughe o cedimenti del:
• Volto (profilo mandibolare, guancia, palpebra inferiore, sopracciglia);
• Collo;
• Corpo (interno cosce, ginocchia, glutei, fianchi, braccia, addome).
In generale questa procedura è indicata a chiunque avesse la necessità di rimodellare la cute che ha perso tonicità ed in tutti i casi in cui si desidera ottenere una biostimolazione di lunga durata.

TECNICA DI TRATTAMENTO
L’introduzione dei fili riassorbibili è, in sostanza, completamente indolore, infatti non c’è alcun bisogno di anestesia.
Questa nuova tecnica si basa sull’introduzione di fili in PDO (polidiossanone) sotto la cute, senza bisogno d’incisioni. Il filo è collocato all’interno di un ago ipodermico sottilissimo che viene a sua volta inserito delicatamente nel tessuto. Dopo che l’ago è entrato completamente, viene estratto ed il filo resta inserito nei tessuti. Il filo è, quindi, antimicrobico e non dà luogo a reazioni allergiche.
I fili biorivitalizzanti in PDO possono essere:
• Twin: dotati di un’aletta che va a donare elasticità alla zona interessata;
• Screw: di forma arricciata, particolarmente adatta a trattare le zone con presenza di rughe;
• Barb: con azione propriamente liftante grazie alla sua forma a spirale.
Tutte le informazioni inerenti i fili di trazione e di biostimolazione in PDO, le troverete nella sezione dedicata.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
Praticamente già immediatamente dopo l’applicazione dei fili in PDO biorivitalizzanti, il paziente noterà da subito un importante miglioramento della cute, grazie al meccanismo di sollevamento biologico autoindotto.
Come accennato in precedenza, i fili si dissolvono gradualmente in circa 6-8 mesi, ma i risultati saranno percepibili per un tempo maggiore poiché l’effetto è legato principalmente alla stimolazione endogena che i fili favoriscono e non solamente al tempo di permanenza del filo stesso.
Trascorse circa 2-3 settimane, la produzione dei fattori di crescita, consente la creazione di una struttura di sostegno con evidente effetto “lifting”.

CONTROLLI
Viene eseguita una visita di controllo a distanza di 10 giorni, dove si controlla l’eventuale necessità di fili aggiuntivi.
Dopo alcuni mesi si può affermare che il filo è al massimo della sua azione biorivitalizzante, in quanto si ha la formazione di collagene intorno al filo stesso. In base alle diverse necessità del paziente il trattamento può essere ripetuto ogni volta che si desidera, in quanto non ci sono controindicazioni.
Inoltre i fili in PDO contribuiscono ad aumentare l’effetto e la durata di altri trattamenti estetici quali peeling (collegamento ipertestuale a dermoabrasione chimica), tossina botulinica (collegamento ipertestuale a botox) e biostimolazioni.

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Medicina Estetica con serenità e corretta informazione.

Iperidrosi ascellare, palmare e plantare

L’iperidrosi, o eccessiva sudorazione, è un problema piuttosto fastidioso che si manifesta prevalentemente in alcune aree, come ascelle, palmo di mani e piedi. Può essere causata dall’eccessiva emotività del soggetto, che aggrava ulteriormente la condizione di disagio, innescando fastidiosi circoli viziosi in cui l’emotività peggiora la sudorazione e viceversa.
Anche l’aumentata rappresentazione di ghiandole in alcuni distretti, o l’iperattività delle strutture nervose che innervano le aree delle ghiandole determinano eccessiva sudorazione.
Può essere trattata con l’inoculazione della tossina botulinica che disattiva la secrezione ghiandolare, riducendo o annullando la sudorazione.

TECNICA DI TRATTAMENTO
L’area da trattare viene studiata attraverso il test di Minor, con il quale si mettono in evidenza le aree in cui vi è la maggior concentrazione di ghiandole, in cui verranno eseguite quindi successivamente le infiltrazioni di Botox®.
Dopo aver delimitato l’area, vengono eseguite piccole iniezioni di tossina botulinica con un ago sottilissimo con lo scopo di bloccare la sudorazione.
È un trattamento poco invasivo e le iniezioni multiple, per quanto il palmo delle mani e dei piedi siano molto sensibili, non sono particolarmente dolorose.
L’effetto inizia a rendersi manifesto dopo 3 giorni circa, quando inizia il blocco delle terminazioni colinergiche che stimolano l’attività delle ghiandole sudoripare, cessandone l’attività.
Nel caso si abbia una soglia del dolore bassa, si può eseguire una anestesia tronculare dei nervi che innervano il palmo delle mani o dei piedi.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
Dopo il trattamento è possibile ritornare alle normali attività.
Non è necessario assumere posture o accorgimenti particolari come per i trattamenti classici di Botox®, in quanto non comporta il blocco della muscolatura, per la quale è invece fondamentale che il prodotto non si sposti dalla sede di iniezione.

CONTROLLI
L’effetto scompare gradualmente entro 6-8 mesi.
Non essendo un trattamento definitivo dovrà essere ripetuto almeno 2 volte l’anno.
È consigliabile sottoporsi al trattamento in primavera in modo da evitare i disagi legati all’eccessiva sudorazione durante il periodo caldo.

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Medicina Estetica con serenità e corretta informazione.

Trattamento adiposità localizzate – intralipoterapia

L’intralipoterapia è un’innovativa tecnica di infiltrazione per il trattamento non chirurgico delle adiposità localizzate.
Si può dire addio agli inestetici e fastidiosi cuscinetti sulle cosce, agli accumuli adiposi sui fianchi, al grasso sulla pancia, all’adipe nella parte interna delle ginocchia e snellire molte altre parti del corpo come il giro vita, le culotte de cheval ecc. utilizzando il trattamento di intralipoterapia.
Le adiposità localizzate sono accumuli di grasso che nonostante l’attività sportiva e un’alimentazione equilibrata e corretta, tendono a permanere, spesso per cause costituzionali per una maggiore quantità di cellule adipose collocate in peculiari zone del corpo.
Attualmente l’intralipoterapia rappresenta la procedura più efficace per tutti quei soggetti che non desiderano sottoporsi ad un intervento di lipoaspirazione, costituendone una valida alternativa.
Si avvale dell’utilizzo di particolari sostanze, come la fosfatidilcolina, in grado di sciogliere il grasso con cui vengono in contatto permettendo di ridurre il volume delle adiposità localizzate.
Le sostanze vengono iniettate a livello sottocutaneo senza rischi vascolari e danni per la cute, senza cicatrici né avvallamenti. I principi attivi vengono iniettati con sottilissimi aghi nelle aree di accumulo adiposo determinano una riduzione di volume degli adipociti (le cellule del tessuto grasso) con conseguente eliminazione progressiva dell’adiposità, un miglioramento del microcircolo vascolare con riduzione della componente acquosa extracellulare ed un incremento della vitalità cellulare dermo-epidermica con aumento dell’elasticità cutanea.

TECNICA DI TRATTAMENTO
Vengono eseguite delle micro-infiltrazioni nel deposito di grasso sottocutaneo praticamente indolori. L’innovazione sta nel fatto che il principio attivo (Sodio Desossicolato) attraverso l’adipocitolisi stimola direttamente la distruzione delle cellule adipose; le iniezioni incentivano la fuoriuscita del grasso dalle cellule adipose e il suo smaltimento dall’interno per vie naturali, riuscendo così ad eliminare le adiposità e affinando il profilo corporeo.
L’infiltrazione avviene mediante aghi appositamente studiati per questa tipologia di trattamento. L’intralipoterapia è una pratica non invasiva che non necessita di anestesia, essendo essenzialmente indolore.
Il trattamento richiede pochi punti di accesso, in quanto il farmaco viene iniettato in un’unica sede e agisce a raggiera, in modo da ottenere una diffusione omogenea in una zona molto ampia.
Non bisogna trascurare il fatto che l’intralipoterapia agisce più in profondità rispetto alla comune mesoterapia.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
Immediatamente dopo l’infiltrazione potrebbe essere avvertita una lieve sensazione di bruciore o prurito che dura qualche minuto. Nei giorni seguenti la seduta, in buona parte dei casi, potrebbe comparire un edema o un leggero gonfiore che scompare in pochi giorni.

CONTROLLI
L’ottimizzazione della silhouette si ottiene in modo progressivo, arrivando a stabilizzarsi anche dopo quattro mesi dall’ultima seduta.
La tecnica di infiltrazione prevede in genere dalle 4 alle 6 sedute per zona da trattare; la frequenza delle sedute può variare a seconda dei casi e, comunque, durante la prima visita con il Medico Estetico verranno fornite le opportune indicazioni caso per caso. In sostanza, dopo un certo numero di sedute il tessuto adiposo viene gradualmente sostituito dal tessuto fibroso, quindi oltre un certo numero di infiltrazioni, non ci sarà più tessuto adiposo da eliminare.

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Medicina Estetica con serenità e corretta informazione.

Trattamento capillari – Scleroterapia

In estate è molto frequente notare sulle gambe di parecchie donne alcuni reticoli venosi; la causa è dovuta alla dilatazione del sistema venoso superficiale che, provocando ipertensione nelle vene, fa in modo che queste si dilatino innescando un circolo vizioso che porta i capillari superficiali ad ingrossarsi.
Le vene varicose sono vasi sanguigni con un calibro particolarmente aumentato, solitamente di colore bluastro, dovute ad una debolezza del sistema venoso correlato ad insufficienza valvolare. Queste lesioni vascolari vengono classificate in base al loro diametro: sotto i 2 mm sono teleangectasie (rosse o blu), da 2-4 mm sono varici. Solitamente si localizzano all’interno delle gambe, a livello del polpaccio e alle caviglie e possono essere trattate con scleroterapia, con laserterapia o con una combinazione di questi. Quelle a livello del volto possono essere trattate solo con laserterapia.
La loro comparsa è maggiormente osservabile nel sesso femminile per ragioni ormonali ed anatomiche; la gravidanza, gli anticoncezionali o una terapia ormonale sostitutiva sono spesso correlati alla comparsa di questi inestetismi. Altri fattori, come un trauma, l’utilizzo di indumenti troppo stretti o di tacchi alti, oltre ad una dimostrata predisposizione genetica familiare, possono favorirne la comparsa.
I capillari degli arti inferiori (teleangectasie) vanno attentamente valutati poiché potrebbero essere espressione di un’insufficienza venosa, che obbliga ad uno studio doppler del sistema venoso superficiale e profondo delle gambe.
Non sono sintomatiche, ma la percezione di stanchezza e pressione alle gambe, oltre che gonfiore, sono riscontrabili abitualmente.
Il trattamento scleroterapico offre dei buoni risultati soprattutto nei pazienti che hanno delle vene varicose in fase iniziale e che presentano un calibro inferiore ai 6-7 millimetri; viene utilizzata sia a scopo funzionale per eliminare i sintomi che a scopo estetico per migliorare l’aspetto delle gambe.

TECNICA DI TRATTAMENTO
L’esito della terapia sarà quello di rendere meno visibili gli antiestetici capillari dilatati sulle gambe; si noterà anche un miglioramento in termini di sensazione di pesantezza agli arti inferiori, del gonfiore e dei crampi notturni.
Viene eseguita di solito nel periodo invernale semplicemente per evitare che i raggi UV, colpendo direttamente la parte sclerosata, possano creare pigmentazioni della pelle difficili da rimuovere. In ogni caso è buona norma comunque evitare di sottoporsi a scleroterapia nei mesi molto caldi (luglio-agosto).
La seduta prevede l’iniezione, attraverso un ago sottilissimo, di una sostanza sclerosante che riduce il diametro del vaso dilatato, riportandolo alla normalità. Questo liquido va a distruggere il vaso malato e facilita il riassorbimento della fibrosi facendo scomparire il vaso malato. Il liquido può essere iniettato puro, o miscelato ad aria (sclero-mousse).
Dopo il trattamento sarà necessario solo un bendaggio elastico sulla parte sottoposta a scleroterapia; ciò è fondamentale per la buona riuscita della scleroterapia soprattutto se si trattano vasi di grosso calibro.
Il bendaggio adesivo elastico o la calza elastica vengono rimossi generalmente dopo 1-2 settimane a meno che non siano state programmate altre sedute di sclerosi.
La scleroterapia non può essere effettuata nei pazienti che presentano spiccate allergie a farmaci, nei pazienti reduci da una recente flebite o una trombosi venosa profonda e nelle pazienti in gravidanza. Per il rischio di tromboflebite le pazienti in trattamento con anticoncezionali orali dovrebbero sospendere il trattamento almeno due mesi prima si sottoporsi al trattamento.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
Nelle 24 ore successive al trattamento è possibile avvertire un senso di
stanchezza o di gambe appesantite, ma ciò recede nel giro di 24-48 ore.
È assolutamente necessario non esporsi ai raggi ultravioletti, non assumere farmaci fotosensibilizzanti ed evitare l’assunzione di aspirina due giorni prima e dopo la terapia. Viene consigliato di indossare, nei giorni successivi al trattamento, calze a compressione graduata e di idratare accuratamente la pelle per tenere chiusi i vasi trattati. Esercizi fisici che coinvolgano gli arti inferiori e bagni troppo caldi andrebbero evitati. il ritorno alla propria attività quotidiana è comunque immediato.
Dopo scleroterapia possono residuare ecchimosi e/o pigmentazioni. Le ecchimosi scompaiono nel giro di 1-2 settimane mentre le pigmentazioni, sebbene svaniscano quasi sempre, possono tuttavia rimanere visibili per molti mesi. Cicatrici o altre complicazioni, la più importante delle quali è la reazione allergica, sono molto rare. Una protezione solare assicura l’assenza completa di effetti collaterali.

CONTROLLI
Il numero dei trattamenti dipende dal tipo di vena o di vene da trattare. I trattamenti si effettuano a distanza di 10-15 giorni l’una dall’altro, mentre per le teleangectasie le sedute possono essere ridotte a 7 giorni di distanza l’uno dall’altro.
Non bisogna dimenticare che comunque la sostanza sclerosante viene iniettata in vena e che pertanto esiste una dose limite di sicurezza.
Normalmente, una volta effettuata il ciclo terapico, non compariranno più i capillari dilatati trattati, ma non si può prevenire l’insorgerne di altri,
La scleroterapia non è un trattamento definitivo e spesso, nel corso degli anni, i pazienti devono sottoporsi a dei ritocchi o a delle nuove sedute per eventuali recidive.

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Medicina Estetica con serenità e corretta informazione.

Ringiovanimento mani

Le mani, insieme al viso, al collo ed al décolleté, sono le parti del corpo maggiormente visibili e che richiedono la maggior attenzione durante i processi di ringiovanimento; spesso il contrasto fra un viso molto curato e mani macchiate, emaciate e con vene prominenti è marcato.
La Medicina Estetica si occupa del ringiovanimento delle mani ormai da molti anni con prodotti biostimolanti e peeling, l’approvazione di Radiesse®, filler a base di idrossiapatite di calcio utilizzati per questo distretto aggiunge un’arma in più dalla grande efficacia e dalla comprovata sicurezza al Medico Estetico.
Durante l’invecchiamento, oltre ai danni causati dai raggi ultravioletti, si assiste ad un assottigliamento dell’epidermide ed alla comparsa di macchie da cheratosi attinica e seborroica, discromia generalizzata e ruvidità cutanea; a livello dermico si verifica una diminuzione quantitativa e qualitativa del collagene e dell’elastina ed una riduzione della capacità rigenerativa.
L’atrofia del grasso sottocutaneo rende i tendini, le vene ed i rilievi ossei più evidenti.
Per combattere le macchie pigmentate, il trattamento classico è sempre stato la dermoabrasione chimica (collegamento ipertestuale a dermoabrasione chimica); i peelings chimici vengono classificati in superficiali, medi e profondi e sono usati in prima istanza per combattere le macchie pigmentate di media importanza. Gli agenti più utilizzati sono l’acido glicolico, la soluzione di Jessner e l’acido tricloroacetico (TCA); i risultati dipendono molto dalla concentrazione dell’acido utilizzato e dal suo tempo di contatto.
A causa delle scarse capacità rigenerative dell’epidermide delle mani, è importante utilizzare agenti peeling a bassa concentrazione, eventualmente facendo più sedute; peeling più profondi comportano rischi di cicatrizzazione, alterazioni pigmentarie e creazione di una linea di demarcazione fra mano ed avambraccio, con eritema persistente.
Le lentiggini, più scure, rappresentano l’alterazione cutanea più frequente e possono essere trattate con laser il cui target è la melanina, ma per informazioni più dettagliate su questi trattamenti si rimanda alle sezioni specifiche della laserterapia.
La perdita di volume del dorso delle mani può, invece, essere trattata con l’idrossiapatite di calcio, più conosciuto come Radiesse®, l’ultima novità nel campo dei filler riempitivi e nei prodotti biostimolanti che ha ottenuto l’approvazione FDA proprio per questo distretto.
La cute del dorso delle mani può beneficiare anche di trattamenti rigenerativi attraverso sedute di PRP, per rallentare l’invecchiamento cutaneo, più che ripristinare il volume del dorso delle mani.

TECNICA DI TRATTAMENTO
Radiesse® è già utilizzato in Medicina Estetica per ridonare tono e volume a molte aree del volto, la sua estrema biocompatibilità e la grande efficacia lo hanno già reso uno dei filler più utilizzati negli USA; l’idrossiapatite di calcio ha una comprovata capacità di stimolo del collagene endogeno così da dare un reale ringiovanimento ai tessuti non dovuto unicamente al riempimento passivo ma, soprattutto, allo stimolo rigenerativo.
Questo prodotto dalle qualità eccezionali è già utilizzato da tempo anche sulle mani ma il riconoscimento ufficiale da parte dell’FDA americana conferma l’ampia sicurezza e la grande efficacia della metodica; il Radiesse® è infatti il primo filler ufficialmente approvato per questo utilizzo.
Tutte le peculiarità di questo trattamento iniettivo le potete scoprire nell’area dedicata al trattamento con Radiesse® (collegamento ipertestuale a radiesse), così come per il trattamento di PRP (collegamento ipertestuale a PRP).
Entrambe le tecniche sono tecniche iniettive che utilizzano micro-cannule per posizionare il prodotto nell’area interessata.
In entrambi i casi, subito dopo il trattamento iniettivo, viene massaggiata l’area per uniformare il risultato del dorso delle mani.
Non è necessaria alcun tipo di anestesia in quanto totalmente indolore, se non il lieve fastidio riferito durante l’introduzione della micro-cannula.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
Il vantaggio principale è quello di poter tornare immediatamente alla vita quotidiana senza nessun decorso post-trattamento. Raramente nel punto di entrata può formarsi un livido che si riassorbe in poco tempo. La procedura è indolore grazie all’utilizzo di micro-cannule attraverso cui viene impiantato il Radiesse® o il PRP.
Gli effetti collaterali della procedura sono del tutto sovrapponibili a quelli comunemente osservabili con i filler di acido ialuronico e con tutti i trattamenti iniettivi. Si può avvertire un leggero fastidio durante l’iniezione e per alcune ore dopo può esserci un lieve indolenzimento della zona trattata.

CONTROLLI
Il Radiesse® è un filler riempitivo a lento riassorbimento, ciò significa che il risultato non è definitivo.
Come per tutti i trattamenti che utilizzano materiali riassorbibili, sarà necessario eseguire sedute di mantenimento del risultato, anche se entrambi i trattamenti vanno a ridensificare e a stimolare la produzione di collagene endogeno.
Per quanto riguarda il trattamento con PRP si dovranno eseguire sedute cicliche iniziali e successivamente sedute di mantenimento più diradate nel tempo, come spiegato nell’area dedicata (collegamento ipertestuale a PRP) mentre per il trattamento con Radiesse® viene eseguita una visita di controllo a distanza di 15 giorni per controllare l’eventuale necessità di piccole correzioni e simmetrizzazioni, per poi eseguire una seduta di mantenimento a distanza di 10 mesi.

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Medicina Estetica con serenità e corretta informazione.

Trattamento non chirurgico genitali maschili

Il trattamento non chirurgico dei genitali maschili, e più precisamente a livello scrotale, è l’ultima novità arrivata direttamente dagli USA per quanto riguarda la bellezza maschile, per pazienti che ricercano una miglior performance visiva del pene e avere meno disconfort a livello della zona genitale.
Tale trattamento viene richiesto per far apparire i testicoli più grandi, per ridurre la sudorazione scrotale e per donare un effetto più giovanile all’area trattata. La maggior sicurezza in sé stessi che ne consegue conferisce anche una miglior performance sessuale.
Tra le categorie che dimostrano interesse per questo tipo di operazione, si trovano anche gli sportivi: ciclisti e runner traggono particolari benefici da queste iniezioni, visto che riducono notevolmente la sudorazione locale e conseguentemente le fastidiose irritazioni che si producono sulla pelle.
Scrotox è il neologismo coniato per definire questo trattamento iniettivo non chirurgico di Medicina Estetica, che prevede l’utilizzo di Tossina Botulinica a livello scrotale.

TECNICA DI TRATTAMENTO
Decidere di dare un po’ più di volume alla zona intima non è solo una questione estetica, tra i benefici dell’iniezione di Botox® a livello genitale infatti, c’è la riduzione della sudorazione.
Tecnicamente il trattamento consiste in iniezioni multiple sottocutanee di tossina botulinica, in modo tale che i muscoli a livello scrotale vengano trattati.
Prima delle iniezioni viene applicato un anestetico topico su tutta l’area interessata, attendendo 10 minuti prima di iniziare il trattamento per minimizzare il disconfort.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
Il risultato non è immediato: servono 7 giorni per avvertire il rilassamento dei muscoli presenti a livello scrotale. I testicoli appariranno più voluminosi e lo scroto più liscio per via del rilassamento muscolare, e si avrà una diminuzione della sudorazione.
Possono presentarsi piccole ecchimosi nei punti di iniezione, che si risolvono spontaneamente in pochi giorni.
Può permanere una sensazione di pesantezza nell’area trattata per le prime 24-48 ore, ma si autolimita senza necessità di farmaci.
Il paziente che si sottopone a tale intervento può riprendere immediatamente le attività quotidiane. Per la ripresa dell’attività sessuale bisogna rigorosamente attendere 5 settimane.

CONTROLLI
Dopo 15 giorni dal trattamento iniettivo si esegue una visita di controllo per valutare il risultato ottenuto.
Come ogni trattamento medico a finalità estetica può essere ripetuto, non prima di 5-6 mesi.
I risultati possono variare da paziente a paziente: la riduzione delle pieghe scrotali diventa meno evidente più alta è l’età del paziente che richiede il trattamento; questo perché la cute scrotale di per sé è eccedente ed è maggiormente soggetta alla forza di gravità, motivo del quale in taluni casi è necessario prendere in considerazione un intervento di Chirurgia Estetica..

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Medicina Estetica con serenità e corretta informazione.