ADDOMINOPLASTICA

Addominoplastica

La pancia è sicuramente una delle regioni del corpo in cui si possono accumulare eccessi di grasso, inoltre a causa di aumenti e diminuzioni di giro vita (per esempio in seguito a gravidanze) la pelle perde la sua elasticità formando pieghe inestetiche.
L’addominoplastica è un intervento di Chirurgia Estetica per il rimodellamento ed appiattimento della regione addominale; il lifting dell’addome non può essere inteso come un intervento finalizzato alla riduzione del peso, ma solo al miglioramento estetico, al quale può associarsi o meno la riduzione della diastasi dei muscoli retti. Viene utilizzata ogni qualvolta sia necessario eliminare estese aree di cute più o meno lassa e di spessi strati di tessuto adiposo in eccesso per cui non è possibile eseguire solamente una liposuzione perché la cute non si adatterebbe, creando quindi inestetiche pieghe, e andrà invece a donare all’addome un aspetto tonico, compatto, in pazienti con:
1. Addome flaccido e cadente;
2. Presenza di antiestetiche cicatrici sia verticali che orizzontali;
3. Estese aree di smagliature;
4. Rilassamento addominale da eccesso cutaneo;
5. Addome pendulo;
6. Addome globoso, sproporzionato rispetto agli altri distretti corporei;
7. Diastasi dei muscoli retti dell’addome: cioè muscoli distati tra loro.
L’addominoplastica può essere associata o meno anche alla liposuzione per armonizzare e diminuire ulteriormente il profilo corporeo.
Naturalmente la scelta dell’intervento dipende di volta in volta dalle condizioni cliniche e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere. È necessario rimandare l’intervento se si pianifica una gravidanza, per non vanificarne l’effetto.
Condizione ottimale per sottoporsi all’intervento è avere un peso stabile nel tempo.
È importante capire che l’addominoplastica potrà migliorare notevolmente l’aspetto ma comporterà una cicatrice permanente.

TECNICA CHIRURGICA
In preparazione all’intervento di addominoplastica si consiglia di non assumere aspirina o anti-infiammatori per due settimane prima dell’intervento e due settimane dopo; l’aspirina può causare sanguinamento e quindi aumentare il rischio di complicanze. Si consiglia di eliminare il fumo per almeno due settimane prima dell’intervento. Alcuni studi hanno dimostrato che l’incidenza delle complicanze è 10 volte superiore nei pazienti fumatori che non in quelli che non fumano.
È anche opportuno che le pazienti in trattamento con contraccettivi orali interrompano l’assunzione di tali farmaci un mese prima dell’intervento.
Devono essere eseguiti gli esami ematochimici pre-operatori, un elettrocardiogramma ed un RX torace, deve essere iniziata la profilassi antibiotica il giorno prima dell’intervento e continuata per una settimana.
Il pz viene posto in posizione eretta per far si che il Chirurgo disegni le linee d’incisione e possa valutare l’entità della cute in eccesso; verranno poi scattate le fotografie che documentano le condizioni del paziente prima dell’intervento.
A seconda della gravità può essere eseguita una:
• mini-addominoplastica;
• addominoplastica.
L’intervento viene eseguito in anestesia generale previo colloquio con il medico anestesista dell’equipe chirurgica e consiste nella rimozione del tessuto adiposo in eccesso e delle pieghe cutanee nella parte centrale e bassa dell’addome. Generalmente sono necessarie due incisioni: una nella porzione più bassa dell’addome al di sopra del pube che si prolunga lateralmente a seconda della quantità di pelle da eliminare; l’altra, piccola e circolare intorno all’ombelico per riposizionare l’ombelico nella sua posizione naturale; la cute ed il grasso sottocutaneo sono ampiamente sollevati dai piani sottostanti.
Se necessario, in questa fase viene riparata la parete addominale mediante l’accostamento dei muscoli retti, dalla base dello sterno arrivando fino al pube. Può essere necessaria una liposuzione del tessuto adiposo per rendere uniforme lo stiramento cutaneo e per assottigliare i fianchi. Infine, i tessuti superficiali vengono stirati verso il basso, l’ombelico viene trasposto nella sua nuova posizione e l’eccesso di cute e grasso viene asportato.
Utilizzando la stessa incisione vengono inseriti due drenaggi per facilitare il drenaggio di eventuali raccolte di liquidi o di siero, tolti dopo pochi giorni.
Le incisioni chirurgiche sono chiuse con punti di sutura riassorbibili interni che non necessitano di rimozione, e punti esterni che necessiteranno di esser rimossi successivamente nelle visite di controllo. Al termine dell’intervento è infine applicato un bendaggio compressivo modellante, che, quando sarà rimosso, verrà sostituita da una guaina contenitiva da indossare per un periodo di 20-30 giorni.
Talvolta, anziché un’addominoplastica formale, potrà essere indicata una procedura meno complessa, definita mini-addominoplastica: cute e tessuti sottostanti vengono “scollati” solo tra l’incisione soprapubica, più corta, e l’ombelico, senza trasporre quest’ultimo. Sarà poi effettuata una “plicatura” (riaccostamento) dei muscoli retti ed una eventuale liposuzione associata. La procedura è indicata soprattutto per un eccesso di tessuto sotto l’ombelico, è più rapida di un’addominoplastica completa e può talora essere effettuata anche in anestesia locale con sedazione cosciente in regime di day-hospital senza degenza.
Residuerà sempre una cicatrice permanente in regione sovra-pubica, anche se tenderà ad essere meno evidente dopo alcuni mesi; sia nel caso di una addominoplastica convenzionale che nella mini-addominoplastica, la cicatrice risultante è facilmente occultabile da un normale bikini; in alcuni casi si rende necessaria una revisione plastica della cicatrice, eseguibile ambulatorialmente, nell’intento di renderla meno visibile.
Le smagliature, quando possibile, vengono rimosse con l’eccesso di cute che viene asportata, ma quelle presenti sulla cute rimanente dell’addome non verranno eliminate.

RIPRESA NORMALI ATTIVITÀ
Nell’immediato post-operatorio si applica una medicazione compressiva che, quando viene rimossa alla prima medicazione dopo 2-3 giorni, sarà sostituita da una guaina che dovrà essere indossata permanentemente per 4 settimane; ciò faciliterà la guarigione e la risoluzione del gonfiore che si verifica dopo l’intervento.
Solitamente sono necessari uno o due giorni di ricovero; i punti di sutura verranno rimossi entro 10-15 giorni dall’intervento.
Il dolore e generalmente di modesta entità e ben controllabile con i consueti farmaci analgesici disponibili.
Il paziente deve riprendere il movimento soprattutto delle gambe per evitare complicanze trombo-emboliche anche se è consigliato il riposo a letto; saranno molto utili le calze a compressione graduata da indossare le due settimane successive.
Se in sede d’intervento viene ricostruita anche la parete addominale, in questo caso le calze devono essere portate per almeno 6 settimane.
Durante i primi giorni, un lieve indolenzimento e una sensazione di bruciore lungo la sutura obbligano il paziente a muoversi con una certa cautela e a camminare leggermente piegato in avanti, cercando di non trazionare troppo la cicatrice e la cute.
A causa dello scollamento cutaneo, il paziente potrà avvertire una riduzione di sensibilità nella parte inferiore dell’addome che generalmente è temporanea e che, grazie all’innervazione proveniente dai bordi cutanei, scomparirà nell’arco di 2-6 mesi.
È consigliabile non dormire in posizione prona (sull’addome) per almeno due settimane.
Le attività quotidiane potranno essere riprese nel giro di due settimane, in concomitanza con la rimozione dei punti di sutura infatti possono essere svolte attività molto leggere comprese la guida, mentre l’attività sessuale resta ancora sconsigliata; l’attività sportiva non può essere ripresa prima di un paio di mesi. Dopo la rimozione dei punti si può riprendere anche a fare la doccia.
Prendere il sole sull’addome sarà consentito a partire da due mesi dopo l’intervento, mentre la cicatrice richiede, a meno che non vengano utilizzate creme a schermo totale, una protezione per 6-9 mesi.
Come tutti gli interventi chirurgici, potrebbero verificarsi delle complicanze sia legate all’anestesia che all’intervento chirurgico; esse sono comunque spesso risolvibili non pregiudicando il risultato finale. In caso di patologie come diabete, cardiopatie o patologie polmonari i rischi aumentano. Le complicanze legate all’anestesia sono molto rare nelle persone in buone condizioni generali ma possono essere gravi.
Le complicanze chirurgiche sono anch’esse rare e possono essere:
• Formazione di cheloidi (difetti di cicatrizzazione);
• Emorragie;
• Sieromi (raccolte di siero);
• Infezioni;
• Necrosi tissutale;
• Sanguinamenti ed ematomi;
• Edemi.
Le ultime due sono piuttosto frequenti, ma risolvibili in genere nell’arco di qualche settimana.
I drenaggi apposti in seduta operatoria sono utili a prevenire lo sviluppo di sieromi ed ematomi; se dovesse esservi un sanguinamento eccessivo durante o dopo l’operazione, il sangue potrebbe accumularsi nell’area operata e ciò renderebbe necessario riaprire la ferita al fine di rimuoverlo e fermare sanguinamenti ulteriori. Il sieroma invece è un accumulo anche significativo di siero (liquido) sotto la ferita, che può necessitare di ripetute aspirazioni con siringa.
Le infezioni sono generalmente rare e rispondono con prontezza alla terapia antibiotica. La perdita o “necrosi” di tessuto (cute e sottocute) è estremamente rara ma qualora dovesse accadere può richiedere solo medicazioni ripetute o un ulteriore intervento ricostruttivo con risultati in genere soddisfacenti.
Le cicatrici che rimangono dopo questo intervento si rendono meno evidenti con il tempo ma sono permanenti, anche se potranno venire agevolmente coperte con un normale slip. Nelle prime settimane, le cicatrici appaiono spesso peggiorare, divenendo più rosse ed evidenti. è necessario attendere 9-12 mesi perché le cicatrici maturino definitivamente, appiattendosi e divenendo più bianche.
Per tale periodo non dovranno essere esposte direttamente al sole e potranno essere massaggiate con idonee creme emollienti.
Occasionalmente può essere opportuna una revisione della cicatrice in alcuni punti per ottenere il miglior risultato cosmetico possibile, eseguiti in anestesia locale a distanza di mesi. Esiste la possibilità, non valutabile prima dell’intervento, che le cicatrici restano arrossate e rilevate permanentemente.
Dopo l’operazione, può anche essere presente una modesta sporgenza di tessuti immediatamente al di sopra e a lato delle linee di incisione; generalmente ciò e temporaneo e tende a scomparire nel giro di qualche mese, man mano che le cicatrici si ammorbidiscono ed i tessuti si distendono. È utile ricordare che, anche se un buon risultato è spesso evidente fin dalla rimozione dei punti, non è possibile giudicare il risultato per 3-6 mesi dopo l’intervento.

CONTROLLI
Vi è una visita di controllo a 2-3 giorni dall’intervento per cambiare la medicazione compressiva e sostituirla con medicazioni più leggere rinforzate da una guaina di supporto.
A 12-15 giorni vi è una seconda visita di controllo durante la quale vengono rimossi i punti di sutura.
Si organizzerà una visita di controllo anche a distanza di 3 e 6 mesi dall’intervento, di modo da monitorare l’evoluzione della cicatrizzazione. Il trattamento può essere inserito nel programma LONG ACTING del profilo corporeo che prevede l’inserimento e la prosecuzione del nostro percorso nutrizionale personalizzato.

Queste informazioni sono solo anticipatorie ma, al fine di fornirvi una maggior chiarezza, durante la prima visita vi verrà rilasciata copia del consenso informato e verrà discusso tale consenso insieme a voi, in modo da farvi approcciare l’intervento di Chirurgia Estetica con serenità e corretta informazione.