Di ritorno dal 40° congresso S.I.M.E (Società Italiana di Medicina Estetica) a Roma. E’ stata necessaria una settimana per far decantare tutte le informazioni e gli aggiornamenti ricevuti. Cosa ci siamo portati a casa, o per meglio dire, in studio? Oltre a molte conferme professionali, in cui ci siamo pure stupiti dei risultati ottenuti nel distretto del volto ed in particolare labbra e naso, oltre ad esser stata una piacevole occasione per ritrovare colleghi amici che promulgano la scienza della bellezza nello stivale italiano, la nostra attenzione si è focalizzata sull’evoluzione laser. Se seguite i nostri social qualche anticipazione vi era già stata, perchè è stato “amore a prima vista”, non tanto per il design (è comunque un laser bellissimo anche da ammirare) ma quanto perchè per la prima volta dopo il laser a CO2, la chirurgia si è modificata per entrare nello studio medico. che laser è, o per meglio dire, che trattamento laser è? si chiama ENDOLIFT. si tratta di una fibra ottica, morbida e flessibile, spessa come DUE capelli. con questa metodica si possono trattare:

  • volto
  • doppio mento
  • braccia (le cosi dette “ali di pipistrello”)
  • addome
  • interno coscia
  • l’area del ginocchio e la gamba in toto
  • le culotte de Cheval.

Come avrete notato, sono aree che solitamente o si aggrediscono con la chirurgia (liposuzione, lifting, addominoplastica…) oppure raramente con la Medicina Estetica si hanno dei benefici tangibili o duraturi. Alcune aree poi, non potevano esser trattate con la sola Medicina Estetica. Endolift si pone nella terra di mezzo. Finalmente. Si pone in quella sfumatura di difetti non ancora candidabili per la chirurgia, ma visibili e fastidiosi ai pazienti, ed una ottima alternativa da offrire a quei pazienti che invece di sala operatoria proprio non vogliono sentirne parlare.

Ma come funziona il trattamento? Innanzi tutto è un trattamento indolore, un leggero fastidio al massimo, che viene ottimamente controllato con del paracetamolo al bisogno. una piccola iniezione di anestetico locale nel sito di inserzione della fibra ottica solo per rendere ancora più agevole ai pazienti l’intero trattamento.

Da quel punto in poi, il tempo di una pausa pranzo. La fibra ottica è sottilissima e corre al di sotto del tessuto da tendere, ridensificare, ricompattare. Scorre in un piano senza vasi o nervi quindi il rischio di ecchimosi o il dolore, è minimizzato.

 

 

Alla fine del trattamento si ritorna direttamente alla vita normale, a casa o a lavoro che sia. Un effetto “tightening” (è così che si chiama in termine tecnico l’effetto tensore) è già visibile immediatamente, ma è dopo 40-60 giorni che si nota IL risultato.

 

 

 

Credo personalmente sia davvero lo strumento che mancava nel corollario medico estetico. Alla fine, se vogliamo essere la nuova generazione della Medicina Estetica non possiamo non evolverci per offrirvi la miglior versione di Voi stessi.

Vi aspettiamo in Studio.